Se hai un abbonamento a Claude, hai in mano tre strumenti, non uno. Si chiamano Chat, Cowork e Claude Code, vivono nella stessa app e si somigliano abbastanza da farsi confondere. La differenza non è di potenza — il modello sotto è lo stesso — ma sta in dove lavorano e in cosa producono: la Chat lavora nel cloud, su quello che le porti tu; Cowork lavora sul tuo computer, su file, cartelle e browser; Claude Code produce codice, cioè strumenti che restano e si riusano.

Sbagliare strumento non fa danni: fa perdere tempo, che è peggio, perché non te ne accorgi. Questa guida serve a una cosa sola: che alla prossima esigenza tu sappia già quale dei tre aprire.

La mappa

ChatCoworkClaude Code
La apri quandoIl problema si risolve in uno scambioIl problema sta in una cartella o su un sitoIl problema si ripresenta identico ogni settimana
Cosa produceRisposte, testi, analisi, reportLavoro svolto: file letti, creati, sistemati; siti navigatiCodice riutilizzabile: strumenti che funzionano anche domani
Dove lavoraNel cloud, sul materiale che alleghi tuSul tuo computer: file, cartelle, browser (e da poco anche in cloud)Sul tuo computer, dentro un progetto software

Il resto della guida percorre la tabella colonna per colonna, con i casi in cui in azienda ho visto arrivare i risultati più tangibili.

Chat: lavora nel cloud, su quello che le porti

La Chat è quella che conosci già: la apri sul sito, sul telefono, nell’app desktop, scrivi e lei risponde. Lavora interamente nel cloud e vede solo quello che le dai: il testo che scrivi e i file che alleghi, conversazione per conversazione. Non tocca il tuo computer, non naviga da sola, non lascia tracce nei tuoi archivi: alla fine dello scambio ti porti via il risultato e tutto torna com’era. È il più veloce dei tre proprio per questo.

Dove rende in azienda, tutti i giorni:

  • Testi che pesano: la risposta alla mail spinosa, l’offerta da riscrivere in tono meno burocratico, la traduzione per il cliente estero con la terminologia del tuo settore.
  • Capire prima di firmare: incolli la clausola o alleghi il contratto e ti fai spiegare cosa impegna davvero — non sostituisce il legale, ti fa arrivare da lui con le domande giuste.
  • Da appunti a documento: il verbale dalla riunione registrata, la procedura scritta a partire da come la racconti a voce, la job description dal profilo che hai in testa.
  • Un file alla volta, ma a fondo: un listino Excel da interrogare, un bilancio da farsi commentare, un report del gestionale da tradurre in italiano corrente.

I limiti sui file, in numeri

Alla Chat puoi allegare fino a 20 file per conversazione, fino a 500MB l’uno. I PDF vengono letti per intero — testo, tabelle e grafici — sotto le 100 pagine; sopra, Claude lavora solo sul testo, e dagli altri formati (Word, Excel, ecc.) estrae comunque solo il testo, senza vedere le immagini incorporate. Sono limiti larghi per l’uso quotidiano, ma il limite vero è un altro, e non è scritto da nessuna parte: ogni file ce lo metti tu, e ogni risultato lo ricopi tu. Con tre contratti funziona; con una cartella da cinquanta, il collo di bottiglia sei diventato tu. È il segnale che sei nel territorio di Cowork.

Cowork: lavora sul tuo computer

Cowork è un agente: gli affidi un incarico, non una domanda. Gli indichi una cartella del tuo computer e il risultato che vuoi, e lui apre i file, li legge, li confronta, crea o sistema quello che serve — senza che tu faccia da tramite tra un allegato e l’altro.

Dove rende in azienda:

  • Archivi da domare: una cartella di documenti accumulati in anni da rinominare e riorganizzare con un criterio; l’archivio fatture da riordinare per fornitore e anno.
  • Dati intrappolati nei documenti: cinquanta contratti da cui tirare fuori scadenze e termini di disdetta in una tabella; una cartella di DDT da incrociare con gli ordini; le fatture elettroniche da cui estrarre un riepilogo per fornitore.
  • Report ricorrenti: il consuntivo che ogni mese qualcuno monta a mano copiando da tre fonti diverse — descritto una volta, diventa un lavoro che si ripete da solo.

Il browser: la parte che quasi nessuno usa, e che vale di più

Cowork sa usare anche il tuo browser, attraverso Claude in Chrome: naviga in una finestra visibile, con i tuoi accessi, e tu lo guardi lavorare. Davanti a un login o a un CAPTCHA si ferma e passa la mano a te. Sembra un dettaglio tecnico, ma è la chiave per una categoria intera di lavori che nessun altro strumento copre: tutto quello che vive dentro un portale web e non ha un tasto “esporta”.

  • Scaricare le fatture dal portale di un fornitore, una per una, tutte le prime settimane del mese.
  • Compilare lo stesso form dieci volte con dati diversi — l’iscrizione dei dipendenti a un corso, l’inserimento prodotti in un marketplace.
  • Estrarre dati da un gestionale web che non prevede export: leggere le schermate, comporre la tabella.
  • Tenere d’occhio i prezzi dei concorrenti o un albo bandi, e riportare solo le novità.

A computer spento e a orari fissi

Da poco le sessioni Cowork girano anche in remoto, sui server di Anthropic: chiudi il portatile e il lavoro continua. I lavori ricorrenti si possono schedulare — li descrivi una volta, partono da soli con la cadenza che decidi tu, anche senza nessun dispositivo acceso. Il confine rimasto: quando deve toccare i file del tuo computer o il tuo browser, l’app desktop deve essere aperta su quel computer. (Le sessioni remote, per onestà, al momento in cui scrivo non le ho ancora messe alla prova di persona.)

Un’avvertenza che vale doppio: a un agente che lavorerà da solo a lungo la richiesta va descritta con più cura, non meno — ogni ambiguità che lasci se la porta dietro per tutto il percorso. Non serve saper programmare, serve saper descrivere bene il risultato: ne ho scritto un tutorial a parte, il metodo della ricetta.

Claude Code: produce codice che resta

Chat e Cowork producono risultati che si consumano: la risposta la usi, il report lo mandi, e la prossima volta si ricomincia. Claude Code produce l’unica cosa che non si consuma: uno strumento. È l’ambiente agentico pensato per il software — legge un intero progetto, scrive e modifica i file di codice, tiene traccia delle versioni — e tra gli sviluppatori è il più usato dei tre. Ma il motivo per cui ne parlo in una guida per non tecnici è economico, non informatico.

Ogni azienda ha una lista di piccoli software desiderati e mai commissionati: il calcolatore delle soglie di riordino che il responsabile di magazzino ha in testa, il registro reclami che oggi è un Excel che cresce senza controllo, il flusso dove certi documenti vanno letti e smistati secondo regole che conosce una persona sola. Farseli fare da un fornitore esterno costa una cifra sproporzionata rispetto al beneficio — non perché i fornitori esagerino: per loro è un progetto vero, con analisi, riunioni e garanzie, e quel costo ha senso. È che sotto una certa taglia il conto non torna mai. Claude Code cambia la taglia sotto cui il conto non torna: chi conosce il processo — con un minimo di praticità informatica, non serve essere sviluppatori — può costruirsi lo strumento partendo da quello che sa del proprio mestiere.

E non significa fare a meno dei fornitori: significa chiamarli dopo, con in mano un prototipo che i tuoi hanno già usato e validato, e chiedergli di ingegnerizzare una cosa che esiste — non di indovinare una cosa che immagini. Per il fornitore, tra l’altro, sei un cliente migliore.

Ultima cosa, per chi si è irrigidito alla parola “codice”: Claude Code si usa anche dall’app desktop, senza mai aprire un terminale — interfaccia grafica, anteprima delle modifiche prima di confermarle. Il terminale resta un’opzione per chi ci lavora tutti i giorni, non un pedaggio d’ingresso.

Quale apro, in pratica

  • Rispondere a una mail difficile, tradurre, riscrivere un’offerta → Chat
  • Analizzare un contratto → Chat; analizzarne cinquanta in una cartella → Cowork
  • Riordinare un archivio, estrarre dati da decine di documenti → Cowork
  • Scaricare fatture da un portale, compilare form, sorvegliare prezzi → Cowork col browser
  • Il report che rifai uguale ogni mese → Cowork, schedulato
  • Il piccolo gestionale che sogni da anni e nessuno ti fa a quel prezzo → Claude Code

Se il dubbio resta, chiediti cosa vuoi ritrovarti in mano alla fine: una risposta, un lavoro svolto, o uno strumento che funziona anche il mese prossimo. La giornata, di solito, te lo dice da sola.