Tengo un registro di chi prevede quando arriverà l’AGI — l’intelligenza artificiale di livello umano — e la superintelligenza che dovrebbe venire dopo. Lo aggiorno ogni mese, separando due famiglie di voci che quasi nessuno tiene distinte: da una parte i previsori indipendenti e i modelli (Metaculus, Epoch, i sondaggi accademici), dall’altra i CEO dei laboratori che quei sistemi li costruiscono e li vendono. Questo mese le due famiglie hanno fatto una cosa che vale la pena guardare: sono andate in direzioni opposte.

Cosa è cambiato questo mese

Il movimento che fa scattare questo aggiornamento porta la firma di Sam Altman. A febbraio, dal palco dell’AI Impact Summit di New Delhi, ha detto una frase netta: «sulla traiettoria attuale, crediamo di essere forse a un paio d’anni dalle prime versioni di una vera superintelligenza». E ha aggiunto una scommessa concreta: entro la fine del 2028, secondo lui, ci sarà più capacità intellettuale dentro i data center che fuori. È un cambio di passo rispetto a dove l’avevo registrato l’ultima volta. Nel 2024 Altman parlava di «qualche migliaio di giorni» — una formula volutamente vaga che portava la mira oltre il 2030 — e tendeva a ridimensionare la parola stessa, AGI, come se non gli interessasse più. Adesso mette una data, anticipa di un paio d’anni, e alza l’asticella: non parla di AGI, parla di superintelligenza. Quando uno passa da «un giorno, chissà» a «il 2028, e per di più la soglia più alta», quello è un cambio di posizione, non una sfumatura.

Nello stesso mese si è mosso anche l’outlier della categoria. Yann LeCun — per anni il più scettico fra i grandi nomi, quello che definiva «completamente ridicolo» aspettarsi l’AGI a breve — ha lasciato Meta dopo dodici anni e ha fondato una nuova società, Advanced Machine Intelligence Labs, raccogliendo poco più di un miliardo di dollari su una valutazione di 3,5 miliardi. La sua tesi non è cambiata di una virgola: gli LLM sono un vicolo cieco, scalarli non porterà all’AGI, la strada sono i «world model» che imparano dalla fisica del mondo e non dalle parole. È cambiato il fatto che ora ha i mezzi per provare a dimostrarlo. Il dissenso, finora confinato a un punto di vista, è diventato un’azienda con un assegno da un miliardo dietro.

La previsione indipendente: accelera o rallenta?

Qui arriva la parte che mi interessa di più, perché è quella meno raccontata. Mentre Altman accelera, i previsori indipendenti stanno facendo l’opposto: stanno rallentando.

Il community forecast di Metaculus — l’indicatore continuo più utile per leggere il trend — mette oggi la mediana per l’AGI intorno al 2033 (25% di probabilità entro il 2029, 50% entro il 2033). È lo stesso valore che avevo registrato a febbraio, ma il dettaglio che conta è la direzione: nel passaggio dal 2025 al 2026 la community ha spostato le date in avanti, non indietro. Stessa storia per il modello GATE di Epoch, che nell’aggiornamento di dicembre 2025 conferma una mediana al 2034. E lo scenario di AI 2027 — il documento che aveva fatto discutere prevedendo l’esplosione di intelligenza già nel 2027 — è stato rivisto dai suoi stessi autori a «inizio anni 2030», perché l’automazione completa della programmazione, il passaggio chiave, si sta rivelando più lenta del previsto. Sul fronte accademico nulla di nuovo: l’ultimo grande sondaggio di AI Impacts resta quello del 2023, con mediana per l’HLMI al 2047, e il panel AAAI del 2025 in cui il 76% dei ricercatori giudica improbabile arrivare all’AGI semplicemente scalando gli approcci attuali. Nessun sondaggio nuovo questo mese: quei due numeri restano fermi, e lo dico esplicitamente perché un dato non aggiornato non è un dato confermato.

La tendenza indipendente, insomma, è di cautela. Dopo l’accelerazione del 2025 — l’anno dei modelli «che ragionano» — chi non ha azioni da difendere sta tirando il freno.

AGI Monitor · giugno 2026 Tra quanto? L'anno previsto da ciascuno Ogni barra va dal 2026 all'anno previsto. La parola a fine barra dice la soglia: AGI (capacità di livello umano) o superint. (superintelligenza, la soglia successiva).
2030 2035 2040 2045 2026 Huang · NVIDIA «già qui» · AGI Musk · xAI 2027 · AGI Amodei · Anthropic 2028 AGI Altman · OpenAI 2028 superint. Hassabis · DeepMind 2030 AGI AI 2027 2031 superint. Metaculus 2033 AGI Epoch · GATE 2034 AGI AI Impacts 2047 AGI

Huang dichiara l'AGI «già raggiunta». AI Impacts misura l'HLMI, equivalente all'AGI. Yann LeCun (ex-Meta) non indica una data: la ritiene lontana «anni».

Vedi i dati in tabella
AttoreCategoriaSogliaAnno previsto
Jensen Huang (NVIDIA)CEOAGI«già qui» (2026)
Elon Musk (xAI)CEOAGI2026–2027
Dario Amodei (Anthropic)CEOAGI2027–2029
Sam Altman (OpenAI)CEOSuperintelligenza~2028
Demis Hassabis (DeepMind)CEOAGI~2030
AI 2027 (AI Futures Project)IndipendenteSuperintelligenzainizio anni 2030
MetaculusIndipendenteAGI2033
Epoch (GATE)IndipendenteAGI2034
AI ImpactsIndipendenteHLMI (≈AGI)2047

CEO e benchmark: chi è allineato e chi corre

Messe in fila, le posizioni dei vertici dei laboratori disegnano un ventaglio largo. All’estremo aggressivo c’è Jensen Huang di NVIDIA, che ad aprile ha ribadito sul podcast di Lex Fridman che l’AGI è «già qui» — ma usando una definizione tutta sua, cioè un’AI capace di costruire e gestire un’azienda da un miliardo di dollari. Elon Musk colloca l’AGI «vera» nel 2026-2027 e la superintelligenza intorno al 2030, con la consueta avvertenza che l’anno scorso diceva 2025. Dario Amodei di Anthropic, in un’intervista di febbraio, parla di AGI «tra uno e tre anni», quindi 2027-2029. Altman, come visto, ora punta al 2028 sulla superintelligenza. Più prudente Demis Hassabis di Google DeepMind, che resta intorno al 2030 più o meno un anno e dice di vedere possibile il 2029: è di gran lunga il più vicino al benchmark indipendente (2033-2034 per modelli e previsori). All’altro capo, LeCun, che continua a dire «anni, non mesi».

C’è un filo che li tiene insieme tutti tranne uno, ed è bene nominarlo: i CEO dei laboratori hanno un interesse diretto a che queste date sembrino vicine. Raccolgono capitali, vendono prodotti, giustificano valutazioni. Non significa che mentano — significa che le loro previsioni vanno lette per quello che sono, dichiarazioni interessate, e pesate diversamente da quelle di chi non ha nulla da vendere. Il fatto che proprio questo mese l’unico ex-CEO di un grande laboratorio diventato fondatore indipendente, LeCun, sia anche il più scettico, è una coincidenza che fa riflettere.

AGI e superintelligenza non sono la stessa cosa

Un’ultima nota, perché qui si annida la confusione più comune. AGI e superintelligenza sono due soglie diverse. L’AGI è un’intelligenza generale almeno pari a quella umana sui compiti intellettuali; la superintelligenza è quella che supera enormemente l’uomo in quasi tutti i domini, e viene logicamente dopo. Quando Altman parla di superintelligenza «early» entro il 2028, non sta dicendo la stessa cosa che dice Amodei quando parla di AGI entro tre anni: sta puntando, almeno a parole, a un traguardo più alto e più lontano nella stessa finestra temporale. È una differenza che cambia il significato della previsione, e tenerla a mente è il modo migliore per non farsi trascinare dal titolo.

Cosa mi porto a casa. Questo mese la notizia non è un numero che si muove, ma due famiglie di previsioni che divergono: i laboratori accelerano, i previsori indipendenti frenano. Quando chi vende e chi osserva vanno in direzioni opposte, di solito conviene dare più peso a chi non ha la merce in vetrina.

Cosa posso fare oggi. Niente di urgente. Solo continuare a separare le due voci quando leggo un titolo sull’AGI: chi parla, e cosa ha da guadagnarci se gli credo?

Domande da esplorare. Se gli indipendenti rallentano e i CEO accelerano nello stesso mese, chi dei due sta leggendo meglio i dati? E quando un sistema arriverà davvero, ce ne accorgeremo dalla data o solo molto dopo, guardandoci indietro?

Fonti